Venerdì sera proverò per la prima volta Italo, il treno di Nuovo Trasporto Viaggiatori.
Cosa devo sapere?
Venerdì sera proverò per la prima volta Italo, il treno di Nuovo Trasporto Viaggiatori.
Cosa devo sapere?
La situazione pendolaristica sulla Torino-Milano A.V. è ripartita esattamente dove era rimasta la settimana scorsa: vagoni stra-pieni, tanta gente in piedi e seduta nei corridoi.
Le cose sono due:
Il mondo della lettura è un posto in cui mi piace perdermi per delle ore, sognando mondi, realtà alternative o riflettendo sulle vicissitudini contemporanee.
Ci sono tanti posti dove poter leggere: nel letto la sera, sul divano con la tv spenta, sdraiato in spiaggia sotto il sole.
Ogni posto va bene, a patto che sia un libro di qualità ;)
Un posto ovvio per divorare i libri è il treno, tutti lo dicono e pochi lo fanno, ma il fatto è che ultimamente, andando avanti e indietro tra Milano e Torino, leggere sul treno mi sembra giusto, appropriato, quasi perfetto: come se il fulcro del mezzo non fosse il portarmi da una città all’altra, ma concedermi del tempo per i miei viaggi cartacei e digitali.
Non avevo mai riflettuto sul tempo che i viaggi in treno ci concedono, e di come questi siano permeati di cultura: dal bambino che legge topolino alla signora che fa le parole crociate, dal ragazzo che ascolta musica a tutto volume alle coppie che si conoscono e confabulano ad alta voce, passando per chi legge sul kindle e gli smanettoni che giocano sui vari ipad, iphone, pc e così via.
Pendolarismo = Cultura? Un paragone forse azzardato, ma che bisognerebbe rendere reale.
Volevo pubblicamente ringraziare il tizio elegante con la barba che mi ha svegliato stamane, chiedendomi se dovevo scendere a Porta Garibaldi.
Se non fosse stato per lui a quest’ora sarei in piazza del plebiscito a Napoli invece che in ufficio.