quelli del vagone ristorante

Posts Tagged: treno

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La stazione è attesa.

Attesa di un arrivo, di una partenza, per colpa di un ritardo o di una coincidenza perduta.

Le persone si perdono nel tabellone luminoso pieno di lettere, numeri e destinazioni lontane.

C’è chi attende leggendo un libro, twittando, chi si siede al tavolino del bar, ordinando quello che costa meno, solitamente un caffè, nell’attesa dell’annuncio del binario.

La Stazione è una metafora della nostra vita, sempre in attesa di realizzare un sogno.

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nTv

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Venerdì sera proverò per la prima volta Italo, il treno di Nuovo Trasporto Viaggiatori.

Cosa devo sapere?

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Nuovo design della carrozza bar sul FrecciaRossa. Purtroppo su questo treno non esiste più il vagone ristorante, sostituito da una premium. Noi pendolari del mattino siamo rovinati. Have fun!

Nuovo design della carrozza bar sul FrecciaRossa. Purtroppo su questo treno non esiste più il vagone ristorante, sostituito da una premium. Noi pendolari del mattino siamo rovinati. Have fun!

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La situazione pendolaristica sulla Torino-Milano A.V. è ripartita esattamente dove era rimasta la settimana scorsa: vagoni stra-pieni, tanta gente in piedi e seduta nei corridoi.

Le cose sono due:

  1. E’ aumentato enormemente il numero di pendolari nelle ultime due settimane
  2. Visti gli innumerevoli ritardi dei treni, la gente ha iniziato a copulare durante i viaggi, ed il sovraffollamento è dato dalla nascita di questi amori sfuggevoli.

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Il 7.46 da Torino è un carnaio.
Pochissimi posti liberi, tanta gente e un vociare incredibile.

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Avete presente il film Sliding Doors?

Se non sapete di cosa si tratta, il mio consiglio è di recuperarlo in fretta perchè è un bel film.

Se invece lo conoscete, allora sapete perchè stamattina ho riempito di bestemmie la stazione sotteranea di Torino porta Susa.

Perchè non c’è nulla che fa sentire più sconfitti del fallire per un pelo; dell’arrivare ad un passo dal treno, essere così vicini da poter mettere un piede sullo scalino e non farcela.

La porta si chiude, il treno parte, e tu rimani lì, a chiederti quale secondo è stato decisivo.

La gente ti osserva; noti nel loro sguardo una sorta di pietà nei tuoi confronti: “Che sfiga che ha avuto”; lo si legge tra le righe dei volti. E senza un perchè questa cosa ti fa aumentare il nervoso.

Poi l’adrenalina della corsa scende, ti rendi conto che non puoi far più nulla se non aspettare il treno successivo; ti siedi, ti calmi e cominci a guardarti attorno.

Ti accorgi che non sei l’unico: una ragazza con la gonna colorata poco lontano si piega tenendo le mani sulle gambe per riprendere fiato, un signore in giacca e cravatta, probabilmente un consulente informatico, chiama avvisando che ritarderà, e, alle sue spalle, altre tre- quattro persone che digrignano i denti.

Ed improvvisamente ti senti meno colpevole, meno arrabbiato. Il fatto di non essere solo ti tranquillizza, pur essendo conscio che non ha nessun senso.

Adoro la vita del pendolare.

Forse no.

Domani parto prima: mi autoconvinco che riuscirò a farlo.

Poi realizzò che è sabato. Lunedì è un’altra settimana. Non capiterà più. Spero.

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Il bello del pendolarismo è la compagnia che si crea con gli altri compagni di viaggio. Si comincia da un semplice “Scusi, è libero questo posto?” e si finisce in birra. D’altronde siam quelli del vagone ristorante mica per nulla.

Il bello del pendolarismo è la compagnia che si crea con gli altri compagni di viaggio. Si comincia da un semplice “Scusi, è libero questo posto?” e si finisce in birra. D’altronde siam quelli del vagone ristorante mica per nulla.

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Sul FrecciaRossa fanno le “premute” d’arancia. Non è il fatto che manca una s, ma son quelle “” a mettermi addosso una fottuta paura! Sapevatelo.

Sul FrecciaRossa fanno le “premute” d’arancia. Non è il fatto che manca una s, ma son quelle “” a mettermi addosso una fottuta paura! Sapevatelo.

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Il mondo della lettura è un posto in cui mi piace perdermi per delle ore, sognando mondi, realtà alternative o riflettendo sulle vicissitudini contemporanee.

Ci sono tanti posti dove poter leggere: nel letto la sera, sul divano con la tv spenta, sdraiato in spiaggia sotto il sole.

Ogni posto va bene, a patto che sia un libro di qualità ;)

Un posto ovvio per divorare i libri è il treno, tutti lo dicono e pochi lo fanno, ma il fatto è che ultimamente, andando avanti e indietro tra Milano e Torino, leggere sul treno mi sembra giusto, appropriato, quasi perfetto: come se il fulcro del mezzo non fosse il portarmi da una città all’altra, ma concedermi del tempo per i miei viaggi cartacei e digitali.

Non avevo mai riflettuto sul tempo che i viaggi in treno ci concedono, e di come questi siano permeati di cultura: dal bambino che legge topolino alla signora che fa le parole crociate, dal ragazzo che ascolta musica a tutto volume alle coppie che si conoscono e confabulano ad alta voce, passando per chi legge sul kindle e gli smanettoni che giocano sui vari ipad, iphone, pc e così via.

Pendolarismo = Cultura? Un paragone forse azzardato, ma che bisognerebbe rendere reale.  

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