quelli del vagone ristorante

Posts Tagged: pendolare

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Avete presente il film Sliding Doors?

Se non sapete di cosa si tratta, il mio consiglio è di recuperarlo in fretta perchè è un bel film.

Se invece lo conoscete, allora sapete perchè stamattina ho riempito di bestemmie la stazione sotteranea di Torino porta Susa.

Perchè non c’è nulla che fa sentire più sconfitti del fallire per un pelo; dell’arrivare ad un passo dal treno, essere così vicini da poter mettere un piede sullo scalino e non farcela.

La porta si chiude, il treno parte, e tu rimani lì, a chiederti quale secondo è stato decisivo.

La gente ti osserva; noti nel loro sguardo una sorta di pietà nei tuoi confronti: “Che sfiga che ha avuto”; lo si legge tra le righe dei volti. E senza un perchè questa cosa ti fa aumentare il nervoso.

Poi l’adrenalina della corsa scende, ti rendi conto che non puoi far più nulla se non aspettare il treno successivo; ti siedi, ti calmi e cominci a guardarti attorno.

Ti accorgi che non sei l’unico: una ragazza con la gonna colorata poco lontano si piega tenendo le mani sulle gambe per riprendere fiato, un signore in giacca e cravatta, probabilmente un consulente informatico, chiama avvisando che ritarderà, e, alle sue spalle, altre tre- quattro persone che digrignano i denti.

Ed improvvisamente ti senti meno colpevole, meno arrabbiato. Il fatto di non essere solo ti tranquillizza, pur essendo conscio che non ha nessun senso.

Adoro la vita del pendolare.

Forse no.

Domani parto prima: mi autoconvinco che riuscirò a farlo.

Poi realizzò che è sabato. Lunedì è un’altra settimana. Non capiterà più. Spero.

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Il mondo della lettura è un posto in cui mi piace perdermi per delle ore, sognando mondi, realtà alternative o riflettendo sulle vicissitudini contemporanee.

Ci sono tanti posti dove poter leggere: nel letto la sera, sul divano con la tv spenta, sdraiato in spiaggia sotto il sole.

Ogni posto va bene, a patto che sia un libro di qualità ;)

Un posto ovvio per divorare i libri è il treno, tutti lo dicono e pochi lo fanno, ma il fatto è che ultimamente, andando avanti e indietro tra Milano e Torino, leggere sul treno mi sembra giusto, appropriato, quasi perfetto: come se il fulcro del mezzo non fosse il portarmi da una città all’altra, ma concedermi del tempo per i miei viaggi cartacei e digitali.

Non avevo mai riflettuto sul tempo che i viaggi in treno ci concedono, e di come questi siano permeati di cultura: dal bambino che legge topolino alla signora che fa le parole crociate, dal ragazzo che ascolta musica a tutto volume alle coppie che si conoscono e confabulano ad alta voce, passando per chi legge sul kindle e gli smanettoni che giocano sui vari ipad, iphone, pc e così via.

Pendolarismo = Cultura? Un paragone forse azzardato, ma che bisognerebbe rendere reale.  

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Oggi ho preso il 7.55 da Porta Susa, diretto a Roma con fermata a Milano Centrale; non tanto per scelta quanto per ritardo. Da questa esperienza, breve ma intensa, direi che potrebbe diventare tranquillamente il mio treno mattutino preferito, per tre motivi:

  • Posso alzarmi alle sette del mattino
  • C’è quello delle 8.01 come copertura in caso di sfiga
  • Ma soprattutto è vuoto!!!

Meditate gente, meditate.

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Sono seduto di fronte al ragazzo che da qui in avanti chiamerò “uomo monopattino”. Di per se il nome dice già tutto, ma per chi non avesse ancora capito, si tratta di un esempio perfetto di trasporto ecologico: treno e monopattino. Un aggeggio peraltro di tipo professionale, mica le boiate che andavano di moda qualche anno fa e che si rompevano dopo poco; pieghevole, di facile trasporto grazie alla comoda tracolla e comodissimo nel traffico. Insomma un perfetto esempio di pendolare in perfetta sintonia con la natura. Oltre alla geniale modalità con cui si sposta, ho notato il suo spirito sportivo anche per un altro aspetto: non lo mai visto togliersi il cappellino nero di Luna Rossa in tre giorni di viaggi; troppi per essere solamente un accessorio: deve essere un fan della barca italiana, oppure rappresenta un ricordo importante; se lo scoprirò sarete i primi a saperlo.

Fuck the car, be’ ..cycle!!

Smetto di scrivere perché si sta interessando all’ipad. Non vorrei essere colto in fallo; se riesco vi fotografo nei prossimi giorni il monopattino.

Domani forse vi parlerò anche di un altro fantastico soggetto: stampa-men.

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Mi avevano avvertito che il 7 e 44 è sempre pieno. Mi avevano detto che il rischio di stare in piedi è molto alto. Oggi è andata esattamente così. Vagone ristorante pieno, bar affollato. Gli unici posti rimasti sono gli spazi degli scalini delle porte. La signora accampata di fronte a me sembra un’abituè della situazione. L’ho seguita dal vagone ristorante per un paio di carrozze perché dava l’aria di possedere il fiuto di un cane da tartufo per i posti. Abbiamo cercato per un po’, dopodiché ci siamo seduti per terra. Se ce la fa lei posso farlcela anche io.
Tuttosommato non è così scomodo; sembra pulito.
Mi verrà il culo piatto!

Mi avevano avvertito che il 7 e 44 è sempre pieno. Mi avevano detto che il rischio di stare in piedi è molto alto. Oggi è andata esattamente così. Vagone ristorante pieno, bar affollato. Gli unici posti rimasti sono gli spazi degli scalini delle porte. La signora accampata di fronte a me sembra un’abituè della situazione. L’ho seguita dal vagone ristorante per un paio di carrozze perché dava l’aria di possedere il fiuto di un cane da tartufo per i posti. Abbiamo cercato per un po’, dopodiché ci siamo seduti per terra. Se ce la fa lei posso farlcela anche io.

Tuttosommato non è così scomodo; sembra pulito.

Mi verrà il culo piatto!

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Non mi ero accorto che nella stazione di Milano Porta Garibaldi, lungo il binario su cui arriva il freccia rossa, vengono segnalate le carrozze corrispondenti nei monitor.

Non mi ero accorto che nella stazione di Milano Porta Garibaldi, lungo il binario su cui arriva il freccia rossa, vengono segnalate le carrozze corrispondenti nei monitor.

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L’idea è quella di buttare giù quelle (saltuarie) riflessioni che prendono forma nella mia testa, assonnata al mattino e stressata la sera, durante i viaggi in treno Torino -Milano -Torino.

I treni che utilizzo durante la settimana sono di tre tipi:

  • La fighissima metropolitana di Torino
  • Il FrecciaRossa
  • I cassoni dotati di ruote che a Milano si ostinano a chiamare metro

Le due metro sono interessanti dal punto di vista sociologico: sono infatti i mezzi in cui si riuniscono e su cui viaggiano tutte le differenti tipologie di umano, dal punk elettro-chic, all’economista in giacca-cravatta e ventiquattr’ore.

Il vero punto di forza però è il microcosmo costituito dagli abbonati FrecciaRossa. Nella prima giornata ho avuto modo di ritrovare le stesse persone, conosciute al mattino tra uno sbadiglio e l’altro, alla sera, durante il rientro verso casa. Ed è come sentirsi, per certi versi, a casa, appartenenti ad una comunità: quella dei pendolari del vagone ristorante.

Già, quelli del vagone ristorante, perché è lì che si ritrovano, quando c’è posto, gli abbonati. Nessun posto prenotabile con l’abbonamento e si rischia spesso di stare in piedi.

Così ci si ritrova seduti al tavolo a chiaccherare del più e del meno per far passare il tempo, a leggere con il kindle l’ultimo libro acquistato, oppure a dormire con la bocca aperta facendo colare piano piano un po’ di saliva sulla propria spalla.

Due viaggi al giorno, dieci a settimana. Ce ne saranno delle belle.

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